La pratica della meditazione: dalla mente al corpo

Sempre più spesso si sente parlare di meditazione come uno strumento utile per alleviare e gestire stress e situazioni di tensione, per placare la mente, e vivere in uno stato di equilibrio psicofisico. Siamo individui dotati di unitarietà di corpo e mente e ogni attività che si svolge sul piano mentale coinvolge necessariamente una o più parti del nostro organismo. In altre parole, esiste un sottile dialogo tra la nostra dimensione mentale e il corpo. Se siamo tesi, in preda ai nostri pensieri e alle preoccupazioni, sperimenteremo con molta probabilità che anche il nostro corpo sarà interessato da una tensione a livello muscolare.

Se invece siamo tranquilli, anche il nostro organismo sarà più armonioso e in equilibrio. La nostra mente è però spesso condizionata da pensieri o, meglio, schemi di pensiero, che ci lasciano intrappolati in uno stato negativo. Attraverso quella che chiamiamo meditazione, possiamo invece imparare a focalizzarci, concentrarci, liberarci dai condizionamenti del pensiero per accedere a uno stato di maggiore potenzialità, di libertà, e di espansione della coscienza.

Ma cosa si intende per meditazione?

Il termine meditazione deriva dal latino meditatio, il cui significato è “riflessione”. Si può definire quindi come una pratica che porta la nostra mente a concentrarsi o semplicemente “osservare” determinate immagini, oggetti o pensieri. Le sue finalità possono essere religiose, spirituali, ma spesso chi pratica la meditazione può farlo semplicemente per raggiungere un migliore stato fisico ed emotivo.

La meditazione è conosciuta da millenni come parte fondamentale di diverse tradizioni religiose. Le sue origini sono molto antiche e la prima attestazione scritta a una pratica che si possa definire meditazione sono le Upanisad, importanti testi sacri induisti, redatti nel corso del VII secolo. Qui compare il termine sanscrito dhyāna, che è appunto un termine specifico, utilizzato per definire la meditazione.

Attraverso la meditazione è possibile orientare la propria coscienza verso un oggetto oppure al contrario verso un’assenza di pensieri. Nel primo caso si parla di meditazione riflessiva o al contrario, nel secondo caso, di recettiva. In molte religioni orientali come il buddhismo, la pratica della meditazione corrisponde al saper osservare la mente senza giudizio attivando un percorso interiore di miglioramento e di consapevolezza. Anche lo yoga come insieme di esperienze e pratiche, utilizza metodi di meditazione e concentrazione che aiutano la mente a raggiungere uno stato di tranquillità.

Nel corso del tempo sono state condotte diverse ricerche sulla meditazione che ne hanno attestato gli effetti benefici sulla salute psicofisica dell’individuo.

La meditazione trascendentale avrebbe come effetto una riduzione dello stress e un miglioramento generale della salute. Il neuropsicologo americano James Austin studiando gli effetti della meditazione Zen, ne ha evidenziato la capacità di migliorare le connessioni nervose a livello cerebrale. Questa teoria è stata esposta in una pubblicazione intitolata “Zen and the Brain” curata dallo stesso studioso, ed supportata da diversi test condotti in ambito medico attraverso la risonanza magnetica funzionale.

La pratica della meditazione: dalla mente al corpo pubblicato: 2014-11-29T15:00:48+00:00 ultima modifica: 2014-12-01T03:08:38+00:00 da luca

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